Parchi nazionali, riserve naturali parchi marini e aree naturali protette

All'inizio del terzo millennio l'Italia dispone di un articolato sistema di aree protette che tutela il 10% circa del territorio nazionale, attraverso un migliaio fra parchi naturali nazionali e regionali, riserve, oasi e rifugi, biotopi, monumenti isolati, parchi urbani e suburbani, oltre a parchi marini.

Sono più di due milioni e mezzo di ettari, di cui un terzo gestiti dalle Regioni: il sogno dei naturalisti, presentato nel 1980, si è pertanto avverato. Molto resta ancora da fare, anche perché nei compiti della conservazione vi è quello della difesa delle diversità biologiche di tutti gli animali e vegetali, della differenza genetica delle specie e di quella all'interno degli ecosistemi.

L'Italia detiene il primato europeo, con 58.500 specie faunistiche (di cui 1.250 di vertebrati) e di 5.600 specie botaniche e partecipa alla direttiva europea Habitat con il progetto Bioitaly. Oggi un parco è un organismo molto diverso dai primi cinque enti statali nati fra il 1922 e il 1968, che avevano prevalenti scopi di difesa della natura e dovevano arginare assalti speculativi e saccheggi vari.

Si è affermata la convinzione che un parco può essere il volano dello sviluppo economico di un territorio, specie se montano; e così i compiti dei nuovi amministratori devono coniugare tutela e sviluppo compatibile, coinvolgimento delle popolazioni residenti e promozione turistica, incentivazione della produzione e vendita di prodotti tipici locali, ottenimento e gestione di fondi comunitari.

I parchi quali laboratori di sviluppo socio-economico, nel rispetto delle compatibilità con la salvaguardia della natura: questa la sfida del Duemila.

Per tali ragioni vi proponiamo i 20 parchi nazionali italiani, quale simbolo più rappresentativo della natura nel nostro Paese, invitandovi alla loro visita.


Photo Gallery