Da Soresina fino in Cina per insegnare ai manager

pizzamiglio_cinaDa Soresina fino in Cina per insegnare ai manager Il 32enne Filippo Pizzamiglio, consulente Ibm, racconta la sua esperienza. Unico italiano, è stato selezionato dal colosso americano e inserito nel team di specialisti che per un mese ha spiegato ai dirigenti cinesi come si gestisce un'impresa.

Entra in IBM nel 2002 come tecnico di assistenza hardware e nove anni dopo tiene un progetto di training manageriale in Cina. Per il colosso americano dell'informatica, il 32enne Filippo Pizzamiglio di Soresina è un collaboratore di talento, che ha tutte le carte in regola per salire i gradini di una carriera davvero promettente.

Non a caso, valutando il suo curriculum professionale, gli esperti Usa della società di Armonk (Stato di New York) l'hanno inserito nel team di specialisti che quest'anno, per un mese intero, dal tre marzo al tre aprile, è volato nel paese asiatico per insegnare ai manager d'azienda come si manda avanti un'impresa.

Missione che il soresinese ha compiuto con grande successo. Pizzamiglio è stato selezionato valutando le domande presentate da migliaia di dipendenti Ibm provenienti da tutto il mondo ed è stato uno dei dieci italiani che ha partecipato al progetto 'Corporate Service Corps' assegnato al team 'Cina 12'.

pizzamiglio_cina«Nel 2008 l'Ibm — spiega Pizzamiglio, che vive a Soresina con la moglie Laura
— ha lanciato a livello mondiale questo programma che prevede l'assegnazione temporanea di personale ad organizzazioni 'no profit' che trattano questioni di interesse mondiale. C'è una selezione da superare perché l'esperienza è riservata ai talenti del Gruppo, ovvero ai dipendenti che hanno dimostrato le migliori performance.

Quando dall'America ho ricevuto la mail con la scritta `congratulation' non volevo crederci, è stata un'emozione indescrivibile».

Dove e come avete operato? «Siamo stati impiegati nella città industriale di Shijiazhuang, a 250 km a sud di Pechino; eravamo quattro uomini e sei donne ed io ero l'unico italiano.
Ho lavorato con tre statunitensi, un brasiliano, una tedesca, tre indiane e un'australiana.

Siamo stati suddivisi in cinque sottoteam che hanno partecipato a 5 distinti progetti, due legati al mondo universitario e tre, compreso il mio, in aziende di small business».

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©Di Luca Ugaglia - L'intervista completa la potete trovare su www.Provincia.it

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