Le foreste e boschi

amazzonia_deforestazioneTerra, il 31% sono foreste Ogni anno si perdono 8 milioni di ettari La superficie forestale nel mondo copre poco più di 4 miliardi di ettari, vale a dire il 31% del totale della superficie terrestre, corrispondente a circa 0,6 ettari per abitante.

Le foreste sono l'habitat dell'80% delle specie animali e vegetali e si suddividono in foreste primarie, vale a dire foreste intatte, e foreste secondarie, cioè quelle più o meno intensamente alterate da cause naturali e non.

Le foreste svolgono una funzione importantissima per la stabilizzazione del clima e il surriscaldamento globale, assorbendo anidride carbonica e fungendo da depositi naturali di carbonio. Nel decennio 2000-2010 ogni anno circa 13 milioni di ettari di foreste sono andati perduti.

Considerando che la riforestazione ha interessato 5,2 milioni di ettari, ogni anno la perdita annua è stata pari a 8 milioni di ettari (la dimensione del Costarica). Le foreste primarie rappresentano il 36% del totale, ma dal 2000 ad oggi sono diminuite di oltre 40 milioni di ettari.

Tra il 2000 e il 2007 I'Amazzonia brasiliana è stata deforestata per una superficie pari a quella della Grecia. In Indonesia, negli ultimi 50 anni, è stata deforestata una superficie di 74 milioni di ettari (due volte l'Italia). Le cause della deforestazione risiedono nel taglio distruttivo e illegale, nella conversione delle foreste in piantagioni o pascoli, nella costruzione di strade e altre infrastrutture, nello sfruttamento minerario o petrolifero.

La situazione in Italia vede un patrimonio boschivo e forestale pari a 10 milioni 467.533 ettari, pari al 34,7% della superficie nazionale totale. Le aree protette sono poco meno di 3 milioni di ettari. In Italia si stima esistano 12 miliardi di alberi.

l'atmosfera del Pianeta e nell'introdurre con I'inquinamento sostanze gassose che alterano il bilancio energetico planetario e destabilizzano il clima provocando il riscaldamento globale. Gli scenari climatici prevedono un riscaldamento tra i 2 ed i 6 ° C, ovviamente con un certo grado di incertezza, che riflette la complessità della scienza del clima e la difficoltà a prevedere con certezza il futuro.

Tuttavia il rapporto ci fornisce anche i dati storici dell'ultimo secolo che mostrano un riscaldamento globale di circa 0,8 ° C . Si tratta di dati raccolti sia sulla terra che sulla superficie degli oceani e che concordano nel mostrare un lento riscaldamento globale. Inoltre vengono presentate anche evidenze di un aumento degli estremi climatici e di fenomeni distruttivi che potrebbero manifestarsi con maggiore frequenza nel prossimo futuro.

Ad oggi è appena partito il nuovo studio ARS che verrà alla luce nel 2012 e ci fornirà un ulteriore contributo alla comprensione del riscaldamento globale. Le decisioni assunte dai governi, che pure tanto faticano a tradursi in realtà (come il protocollo di Kyoto), rappresentano una risposta sufficiente? È ormai appurato che il Protocollo di Kyoto non è sufficiente a ridurre i pericoli di un riscaldamento globale.

È necessario ed urgente formulare un accordo con impegni di riduzione più sostanziosi (es. 50% di riduzione entro il 2050), ma soprattutto tenere all'interno degli obblighi di riduzione anche gli Stati Uniti e le economie emergenti come Cina, India e Brasile. In particolare oggi la Cina è il paese maggiormente inquinante, anche più degli USA, con una economia in forte crescita.
Il suo contributo è quindi fondamentale per la lotta al riscaldamento climatico.

di Consumatori Con

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