SETTECENTO Il ritorno del classico

pitiglianoSETTECENTO Il ritorno del classico Nella seconda metà del Settecento, si manifesta in Europa una reazione al Rococò che si esprime con un ritorno all'arte classica in tutte le sue forme.

Questa corrente prende il nome di Neoclassicismo, e i suoi due centri maggiori sono Roma e Parigi. I due massimi protagonisti dell'arte figurativa del periodo sono Antonio Canova e Jacques-Louis David.

La loro opera è ritenuta a torto gelida e intellettualistica: in realtà gli artisti si sono imposti il dominio del sentimento. Il Neoclassicismo non nasce come imitazione stilistica, ma come principio di razionalità costruttiva.

Infatti la purezza delle linee non è raggiunta imitando modelli antichi, ma riducendo a proporzione, fino a ritrovare una struttura classica, uno spazio concepito ancora come immagine luminosa e pittorica.

In ogni regione italiana, però, il Neoclassicismo assume caratteri propri. In Lombardia la villa reale di Monza (Milano), fatta erigere nel 1777-1780 dall'arciduca Ferdinando d'Austria su progetto di Giuseppe Piermarini, consta di un complesso di edifici neoclassici tra cui anche il teatrino di corte e la rotonda affrescata da Andrea Appiani (1789).

Anche Napoli è uno dei grandi fulcri della cultura neoclassica, in gran parte fondata sui risultati degli scavi di Ercolano e Pompei. E il suo "vate" è Luigi Vanvitelli. La chiesa non è più fatta per stupire ed esaltare i fedeli: ma è concepita come ambiente dove si adempie una funzione.

padulaLa cattedrale di Pitigliano (Grosseto) ha una bella facciata settecentesca fiancheggiata da un robusto campanile. Mentre nella chiesa di San Francesco ad Atri (Teramo), ridisegnata nel 1776 dall'architetto Fontana di Penne, un'elegante scalinata dà accesso al portale.

A Padula (Salerno) la Certosa di San Lorenzo ricorda nel disegno della pianta la graticola su cui fu martirizzato il santo. È uno dei più grandiosi monumenti dell'Italia meridionale, e la sua costruzione si protrasse per vari secoli fino al Settecento.

Gli elementi settecenteschi sono il chiostro grande intorno a cui si aprono i quartieri dei certosini, e uno scenografico scalone ricavato in una torre ottagona.

Nella cucina è conservata ancora parte dell'arredo fisso dell'epoca: lavabi, ripiani di marmo, vasche.
Ancora settecentesche le grandi cantine con il gigantesco frantoio.

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