UN'ARTE FATTA PER COMMUOVERE

BAROCCO UN'ARTE FATTA PER COMMUOVERE
II periodo barocco si situa tra la fine del Rinascimento e gli inizi dell'Illuminismo. L'uso del termine "barocco" risale alla seconda metà del XVIII secolo, e fu espressione intesa a svalutare il gusto secentesco, considerato privo di equilibrio e di misura.

villa_palagonia Tale, quindi, da allontanare dal vero. Concetto negativo che perdurò fino a Benedetto Croce. In realtà l'arte barocca segue senza soluzione di continuità le grandi linee del linguaggio rinascimentale.
Ed è sviluppo, estensione, reinvenzione della cultura classica.

Il Barocco riprende e sviluppa la concezione classica dell'arte come imitazione della natura, infatti il testo su cui si fonda la concezione artistica del Seicento è la poetica di Aristotele. Scopo dell'arte è quello di impressionare, commuovere, persuadere.

Innanzi tutto persuadere alla salvezza dell'anima, perché il Barocco è una rivoluzione culturale in nome dell'ideologia cattolica, espressione del grande sforzo della Controriforma.


L'architettura è inizialmente religiosa, e si esprime nella costruzione delle chiese a Roma (con Bernini e Borromini) e con una concezione nuova dello spazio. Mentre lo spazio rinasci mentale destinato a rappresentare un modello ideale è statico, lo spazio barocco è sempre in ten sione dinamica, e le sue ca ratteristiche sono: gran diosità, movimento, ricer ca dell'effetto scenografico.

Nella costruzione delle chiese, si riprende la navata unica arricchita da cappelle laterali. Importanza essenziale assume la decorazione, perché pittura e scultura non sono più considerate accessorie, ma formano con l'architettura un tutto unitario.

Vario è anche l'uso dei materiali, con frequente ricorso allo stucco. Nelle arti figurative si distinguono tre grandi correnti: quella accademica (derivata dai Carracci), quella naturalistica (derivata da Caravaggio) e quella decorativa dei grandi mostri_villa_palagoniapittori prospettici.


I MOSTRI DI BAGHERIA In Sicilia la scuola palermitana nel XVIII secolo si è espressa con la splendida fioritura delle ville di Bagheria (Palermo).

Fra queste, la fantasiosa residenza voluta da Francesco Ferdinando Gravina principe di Palagonia nel 1715 e portata a termine dal figlio di lui.

Che aggiunse una serie interminabile di statue in tufo (pare 200, perché alcune sono andate distrutte), molte delle quali con sembianze di mostri.

All'interno della villa colpisce in particolare la sala degli specchi: dove il soffitto a padiglione è ricoperto da numerosi tasselli di vetro che deformano le immagini riflesse, creando nuovi mostri.

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