ALLA CORTE DEI CISTERCENSI

abbazia_san_galganoALLA CORTE DEI CISTERCENSI
Come i Comuni anche le abbazie, pur nella loro maggiore sobrietà, erano vivissimi centri artistici. Tra tutte, quelle sorte ad opera dei monaci cistercensi.

Due i principali gruppi abbaziali: quello dell'Italia settentrionale (meritano di essere ricordate Chiaravalle e Morimondo) e quello dell'Italia centrale (San Galgano).

Le abbazie erano fulcro di vita religiosa, politica e commerciale.
I monaci si dedicavano alla copiatura degli antichi manoscritti, all'artigianato, alla bonifica dei terreni, al commercio.

I grandi guadagni che ne derivavano consentivano agli abati di contendere ai signori le prestazioni dei maggiori artisti dell'epoca.

L'abbazia di San Galgano (Siena), nella foto, oggi in gran parte rovinata, sorge isolata nella campagna senese ed ebbe il suo massimo splendore nel XIII secolo. La chiesa, vasta costruzione gotica cistercense, ha una facciata con tre portali.

I lati e l'abside sono aperti da monofore e bifore. Eccezionale l'interno a tre navate oggi scoperchiate: attraverso l'apertura, la luce inonda l'interno dell'edificio. Del monastero restano quasi intatti la sala capitolare, la grande sala dei monaci e un piccolo tratto del chiosco.

L'intenso verde dei prati fa da scenografia alla costruzione in mattoni a vista dell'abbazia di Chiaravalle (Milano). Domina la facciata il grandioso tiburio. La pianta è a croce latina a tre navate.

A destra della chiesa, ci sono ancora resti del chiostro gotico (XIII secolo) e la sala capitolare.

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