L'UOMO AL CENTRO DEL MONDO

palazzo_ducale_urbinoRINASCIMENTO - L'UOMO AL CENTRO DEL MONDO All'inizio del Quattrocento si compie a Firenze una radicale trasformazione del modo di concepire l'arte. Mentre nel Medioevo si operava secondo temi e contenuti che erano dati dalla tradizione religiosa, nel Quattrocento l'uomo diventa "misura di tutte le cose": tanto che il nuovo movimento di pensiero prende il nome di Umanesimo.

Soggetto del conoscere e dell'agire, l'uomo rivendica la sua piena autonomia nella realizzazione di forme e contenuti. Questa concezione si sviluppa in seguito in tutta Italia, protraendosi fino alla fine del XVI secolo. Il Quattrocento in Italia è un secolo di civiltà soprattutto urbana.

Nei trattati di architettura, si trovano molti progetti di città, il cui scopo è di fare coincidere l'ordine urbano con la perfetta ragione politica. L'utopia della città ideale è il punto di incontro tra il pensiero politico e quello estetico. Realizzazione della città ideale concepita dagli umanisti è Pienza (Siena), voluta da Enea Silvio Piccolomini appena eletto al soglio pontificio con il nome di Pio II.


I lavori, durati tre anni, furono affidati a Bernardo Rossellino. Alla morte del papa e del suo architetto, l'opera rimase incompiuta. Demolito l'antico borgo medioevale di Corsignano, furono rimodellati gli spazi creando in forma trapezoidale la piazza, fulcro di tutta la cittadina.

Nell'opera furono adottati i criteri prospettici di Leon Battista Alberti. Lungo il lato minore del trapezio si eleva la cattedrale in travertino, coronata da un timpano con lo stemma della famiglia del papa. Alla sua sinistra il campanile ottagonale cuspidato. Luminoso l'interno goticheggiante a tre navate, con pianta a croce latina.

Affianca la cattedrale il palazzo Piccolomini, a bugnato liscio scandito da tre ordini di lesene che inquadrano le finestre. Sabbioneta (Mantova), definita "la piccola Atene" per la corte illuminata e coltissima che la frequentò, è un ulteriore modello di "città ideale" concepita e realizzata a misura del suo principe. In questo caso si trattava di Vespasiano Gonzaga: valoroso combattente, si diceva portasse con sé anche in battaglia una copia del trattato di architettura di Vitruvio.

palazzo_piccolomini_sienaCentro della cittadina è la piazza Ducale, sulla quale sorge il palazzo del Duca. Dietro si scorge la chiesa dell'Incoronata, a pianta ottagonale, che custodisce il mausoleo di Vespasiano realizzato da Gian Battista della Porta.

Oltre la piazza, il palazzo del Giardino costituito da un susseguirsi di sale e piccoli locali ornati di affreschi, stucchi e grottesche realizzati dalla scuola di Giulio Romano.

Dalla parte opposta, il teatro Olimpico, capolavoro di Vincenzo Scamozzi. Centro della "città ideale" del Rinascimento è la grande piazza, nella quale sorge il palazzo del Signore.

Non più edificio fortificato, questo si impone con l'armonia delle proporzioni, la bellezza delle forme architettoniche e delle opere d'arte che lo adornano.

A Urbino (Pesaro) il palazzo Ducale fu voluto nelle forme attuali dal duca Federico da Montefeltro, che ne fece ampliare il nucleo primitivo dall'architetto dalmata Luciano Laurana nel 1465.

Questi accentrò il palazzo intorno al cortile d'onore, e gli conferì la celebre prospettiva sulla valle. Oggi è sede della Galleria Nazionale delle Marche.

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