Villaggi su misura per gli operai

villaggio_operaiVillaggi su misura per gli operai Accanto alle grandi fabbriche del nord, sorgevano anche i villaggi operai.

A Collegno (Torino) il villaggio Leumann è uno dei più tipici esempi del genere. Si tratta di 59 villini e case costruiti tra il 1877 e il 1906, con una grande varietà di forme e un certo gusto per gli effetti decorativi.

I modelli di casa operaia sono otto. Lo stile dominante è quello degli chalet di montagna, ma c'è anche una chiesa a due campanili in stile bizantino.

In questo villaggio l'imprenditore (Napoleone Leumann) aveva fatto costruire, oltre alla stazione ferroviaria, l'asilo infantile, la scuola, l'ambulatorio, il convitto, il refettorio, il lavatoio, i bagni pubblici, la palestra, il teatro, un magazzino alimentare cooperativo.

La borgata costituiva dunque una sorta di comunità autosufficiente. Ma l'esempio meglio conservato di villaggio operaio a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si trova a Crespi d'Adda (Milano).

Fulcro dell'agglomerato è la fabbrica, collegata alla piazza alberata che è invece il centro della vita sociale degli abitanti. La casa padronale della famiglia, progettata dall'architetto Pirovano, ha la forma di un castello turrito medioevale, mentre la chiesa è la copia fedele di un edificio bramantesco di Busto Arsizio (Varese).

Nel cimitero il mausoleo Crespi, costruito dall'architetto Moretti, sovrasta le tombe degli operai che si allineano intorno ad esso.

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