Tra pittura e architettura

chiostro_monte_olivetoTra pittura e architettura Anche in alcune abbazie sono visibili importanti cicli di affreschi rinascimentali. Una di queste è l'abbazia benedettina di Monte Oliveto Maggiore (Siena).

Le pareti del chiostro grande sono decorate da un ciclo di affreschi sulla vita di San Benedetto realizzati da Luca Signorelli tra il 1497 e il 1498, e dal Sodoma a partire dal 1505.

Si tratta di uno dei maggiori complessi di pittura rinascimentale. Se il fulcro dell'arte rinascimentale è situato tra la Toscana e l'Umbria, anche al nord restano veri gioielli dovuti a quel periodo.

Come la Certosa di Pavia, appena fuori dalla città, costruita al margine dell'antico parco visconteo.

Voluta da Gian Galeazzo Visconti nel 1396 come mausoleo della famiglia, fu completata intorno al 1452 con la costruzione dei chiostri e della chiesa.

chiostro_monte_olivetoLa facciata, ricca di marmi, fu aggiunta successivamente. L'interno è a tre navate fiancheggiate da cappelle affrescate da artisti dell'epoca: tra i maggiori Perugino, Bergognone, Luini.

Da non perdere anche la Collegiata di Castiglione Olona (Varese). Eretta in forme gotiche nel 1421, presenta affreschi raffiguranti la vita di Maria, eseguiti da Masolino da Panicale (1428).

Il battistero, lì accanto, è stato affrescato (sempre da Masolino) con scene della vita di San Giovanni (1435).

A Busto Arsizio (Varese) la chiesa di Santa Maria di Piazza è una costruzione di tipo bramantesco, con tiburio a loggiato. Notevole la cupola ottagonale, che poggia sopra un alto tamburo a nicchie ornato di 32 statue lignee del 1602. All'interno, dipinti di Gaudenzio Ferrari e Bernardino Luini. Lungo il fiume Brenta e sui colli Euganei, invece, la splendida scenografia fornisce spunto al Palladio per concepire realizzazioni che fondono ambiente naturale e ambiente umano.

Nella villa Maser di Maser (Treviso), costruita nel 1560-62, si esprime il massimo sodalizio tra Palladio e Veronese. I loro affreschi sono l'esempio di un'integrazione perfetta tra lo spazio architettonico e quello pittorico.

TAPPA A CORTONA Nell'ex chiesa del Gesù ha sede il Museo Diocesano di Cortona (Arezzo).
Tappa fondamentale per gli appassionati di arte, perché custodisce opere del Beato Angelico e di Luca Signorelli.

Del primo, tra le altre, la famosa Annunciazione; del secondo la Deposizione e la Comunione degli Apostoli. Dopo la visita del museo, per una scala, si scende alla chiesa inferiore, del 1555, decorata con affreschi.

All'altare, una terracotta dell'epoca (Museo Diocesano di Cortona,
piazza Duomo 1, Cortona. Tel: 0575 62830.

Aperto da aprile a settembre dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00, da ottobre a marzo dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00. Chiuso il lunedì. ).

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