Non solo chiese

martinafrancaNon solo chiese Vastissima è in Italia la produzione edilizia civile nel V periodo neoclassico, perché l'architettura non è più espressione di valori religiosi.

E il palazzo a diventare espressione di una funzione sociale. I tracciati urbani tendono a razionalizzarsi, cioè a seguire schemi geometrici: con vie larghe e diritte, e ampie piazze.

La riduzione dell'architettura all'urbanistica implica una maggiore semplificazione delle forme.

Per esempio la piazza Pianciani a Spoleto (Perugia) si formò proprio nel '700, quando la famiglia Pianciani abbatté le sue precedenti dimore per edificare il nuovo, vasto palazzo che delimita uno dei lati dello slargo.

Corso Mazzini a Faenza (Ravenna), uno dei principali assi della città, è caratterizzato dalla presenza di alcuni palazzi tra i più emblematIci del Settecento faentino: il palazzo Comunale, il palazzo Conti, il palazzo Zanelli, il palazzo Gessi.

A Cesena (Forlì) nel XVIII secolo si attuò un rinnovamento generale che investì anche gli edifici religiosi. Molte strutture furono rinnovate o completamente ristrutturate (come il palazzo Ghini e quello della Congregazione di Carità).

lusso pugliese Più lussureggiante nel Rococò lo stile meridionale: che a Martinafranca (Taranto) si esprime con balconi tondeggianti di derivazione spagnola, portali ampi e decorati, grandi finestroni.

Sempre a Martinafranca, la Collegiata di San Martino, che si inserisce perfettamente nella scenografia della piazza.

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