Le prime fabbriche

locandina_industrialiLe prime fabbriche  Ma la vera invenzione del capitalismo ottocentesco sono le fabbriche.

Si insediano in un paesaggio fino ad allora modellato sulle attività agricole, oppure in contesti urbani segnati dalle architetture celebrative e civili.

Nell'area lombardo-piemontese, si applicava nella costruzione delle fabbriche uno stile che mescolava elementi neo-gotici e neo-romanici. Con decorazioni in mattone a vista, derivate dal gusto artistico antico locale.

La Fornace di Thiene (Vicenza) presenta una facciata ricca di suggestioni architettoniche, che si contrappongono al corpo produttivo della fabbrica.

Il Lanificio Rossi di Schio (Vicenza), fatto costruire intorno al 1860 da Alessandro Rossi, è una grandiosa struttura di sei piani, con 125 colonne di ghisa che ne costituiscono lo scheletro interno.

Rimane uno dei primi e meglio conservati esempi di un vero e proprio stile industriale in Italia.
Al suo modello si collegano una quantità di altri opifici costruiti dovunque si sviluppava un processo di industrializzazione, e che finirono per trasformare radicalmente l'aspetto del paesaggio italiano.

Testimoniano ancora questo stile industriale la Manifattura Laniera di Borgosesia (Vercelli) e la Filanda di Brivio (Lecco), in parte adibita a residenza.

Se al nord erano i grandi complessi industriali a cambiare l'aspetto del paesaggio, al sud le costruzioni erano basate ancora su processi produttivi arcaici e strettamente dipendenti dalle risorse ambientali.

Come nella tonnara di Favignana (un'isola di fronte a Trapani), in cui si svolgevano le operazioni di lavorazione degli animali uccisi nel corso delle famose "mattanze"

Photo Gallery