Le nuove città Nel periodo tra le due guerre

piazza_di_sabaudiaLe nuove città Nel periodo tra le due guerre, si sviluppa lo stile aulico e celebrativo del fascismo, che prende il nome di Novecento.

Questo è un movimento soprattutto italiano, con particolare attenzione per il monumentale e lo scenografico.

L'Italia si riempie di opere di carattere celebrativo e commemorativo. Dagli architetti cosiddetti ufficiali si distingue Giuseppe Terragni, per il rigore purista della sua ricerca formale, in netto contrasto con la retorica della corrente ufficiale dominante.

Sue sono per esempio la Villa Bianca a Seveso (Milano) e la Villa Bianchi a Rebbio (Milano).
Per gli architetti ufficiali del Fascismo, l'intervento moderno sulla città antica consiste nello sventramento dei centri storici (allontanando così i ceti poveri dal cuore della città) e nello sviluppo urbanistico monumentale, celebrativo del regime.

L'architettura del Novecento trovò una notevole esplicazione nei piani urbanistici, particolarmente nelle nuove città dell'Agro Pontino erette tra il 1934 e il 1938: Aprilia, Pomezia, Sabaudia, Littoria, Guidonia. Il progetto di Sabaudia è quello che ha raccolto i migliori giudizi della critica.

Fulcro della città è la piazza, attorno alla quale sorgono i principali edifici civili e religiosi.
Nella chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, la facciata è decorata da un grande mosaico.

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