RINVASO - TRAPIANTO dei bonsai

RINVASO - TRAPIANTO Il periodico cambio del vaso è un'operazione indispensabile per consentire una crescita sana ed armonica del bonsai. Bisogna infatti considerare che se in natura la pianta resta sempre nella stessa sede e il suo apparato radicale può così espandersi in modo libero alla ricerca dell'acqua dell'aria e dei nutrienti, nelle condizioni di vaso o contenitore le radici sono costrette in uno spazio ben delimitato, talvolta angusto.

Tale situazione, abbinata alla continua crescita, fa sì che lo spazio a disposizione dell'apparato radicale divenga via via sempre inferiore, e ad un certo punto il volume del terreno sia insufficiente per contenere nella giusta proporzione acqua, aria e radici.

Da una parte pertanto si dovrà agire per contenere la crescita della radice, favorendo lo sviluppo e l'accrescimento di determinate sue parti; dall'altra si dovrà mettere a disposizione maggiore spazio e rinnovare il substrato.

A queste ragioni tecniche se ne legano poi di estetiche, connesse al fatto che mano a mano che la pianta si accresce, essa dovrà essere posta in un contenitore che permetta il raggiungimento di un rapporto volumetrico con la chioma proporzionato ed armonico. L'operazione deve prevedere attenzioni particolari, perché può presentare, soprattutto nel caso di piante pregiate, un certo rischio.

I periodi più adatti al rinvaso sono due: quello primaverile e quello autunnale. Nel primo caso l'operazione si effettuerà al risveglio vegetativo, alla evidenziazione delle prime gemme, quando la pianta è in grado di sopportare più facilmente lo stress da trapianto e di emettere rapidamente nuove radichette. Per le piante di origine mediterranea o tropicale sarà il caso di posticipare il momento.

Per le prime si attenderà almeno un altro mese; per le seconde (Ficus, Carmona ...) sarà preferibile attendere la fine della primavera, quando le temperature si stabilizzeranno intorno ai 18-20°.


L'altro periodo indicato è quello autunnale. In questo caso bisognerà fare maggior attenzione che non in primavera alla integrità delle radici, a causa del poco tempo a disposizione per la ripresa dell'attività prima della stasi vegetativa.
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In occasione del rinvaso, una delle pratiche più delicate da effettuare è la riduzione delle radici, in modo da limitarne il volume e rinnovarne il vigore.

Tale operazione va però sempre abbinata ad una riduzione dell'apparato vegetativo, in quanto la diminuzione delle radici porterà con sé una immediata minore capacità di assorbimento diacqua ed elementi nutritivi e quindi l'impossibilità a sostenereil mantenimento della chioma di partenza.rinvaso

Si dovrà quindi mirare a mantenere un buon equilibrio tra parte aerea e sotterranea. Prima del rinvaso sarà buona cura far asciugare il terriccio (non seccare!) così da favorire il distacco dalle radici mantenendone il più possibile l'integrità.


A quel punto sarà necessario collocare il vaso di partenza su un tavolo.

rinvasoReciso il filo di ferro che mantiene fissa nel vaso la base della pianta , con una mano si impugnerà saldamente la base del tronco sollevando la pianta, mentre con l'altra si darà un colpo secco dall'alto verso il basso al bordo del contenitore per farlo scendere. [fig. 2]

Da questo punto in poi sarà necessario procedere con la massima delicatezza e senza fretta.

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Dopo aver deposto la pianta sul tavolo, si dovrà asportare il terriccio trattenuto tra le radici.

Per lo scopo sarà utile un sottile attrezzo a punta col quale si agirà delicatamente, procedendo dalla base del tronco verso la periferia, così liberando dal terriccio dapprima le radici più grosse e vecchie, poi, mano a mano, quelle sempre più piccole (fig. 3-4).

Al termine dell'operazione, che va fatta con pazienza e molta calma,
rinvasoapparirà in tutta la sua complessità l'apparato radicale (fig. 5), che risultando più ordinato, potrà esser lavorato con meno difficoltà, riducendone le dimensioni ed eliminando le radici morte o poco vitali.
[fig. 6-7]

In ogni caso, si procederà al lavaggio delle radici per togliere i residui di terriccio. A questo punto il pane radicale verrà protetto
con un panno leggero mantenuto costantemente umido per prevenire il disseccamento dei capillari.

rinvasoSi potrà quindi procedere alla preparazione del vaso. È sempre consigliabile ancorare la pianta al vaso al fine di evitare scuotimenti e attriti tra terriccio e contenitore e tra parti diverse del terriccio, movimenti che potrebbero portare a rotture delle radichette o scarsa solidità della pianta [fig. 8].

A questo scopo verranno fatti passare uno o più fili metallici attraverso i fori posti nel fondo del vaso e si fisseranno a grosse radici o, in mancanza, alla base del tronco.

rinvasoPrima di deporre la pianta nel vaso, va posizionato sul fondo uno strato di substrato più grossolano (si usa per lo più akadama)
[fig. 9], sul quale si adageranno le radici, disponendole il più possibile a raggiera.

Quindi si legherà la pianta e poi si procederà a versare il terriccio e a distribuirlo omogeneamente, utilizzando un sottile bastoncino di legno
(fig. 10).

rinvasorinvasoAl termine dell'operazione si dovrà somministrare dall'alto una abbondante annaffiatura, in modo da favorire l'espulsione dal substrato della frazione polverulenta.

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