PROPAGAZIONE I metodi più usati nella pratica bonsai

PROPAGAZIONE I metodi più usati nella pratica bonsai sono:

Margotta: è il metodo più efficace per ottenere bonsai con tronchi di grandi dimensioni e consiste nel far produrre nuove radici dalla parte di tronco o dal ramo che si intende utilizzare. L'operazione si effettua prima della ripresa vegetativa (febbraio) per le specie europee, a primavera inoltrata (maggio) per le specie tropicali, quando si raggiungono le condizioni ottimali di luce, umidità e calore.

Scelto il punto che deve diventare la base del nuovo fusto, si effettua un'incisione profonda, circolare, lungo tutta la corteccia. Sulla parte incisa viene applicata una buona quantità di torba di sfagno umida che viene trattenuta sulla lesione avvolgendola con una pellicola di plastica trasparente; questa permetterà il mantenimento di una situazione di elevata umidità che favorirà l'emissione, a partire dalle gemme di riserva, delle nuove radici.

Il tutto dovrà essere ricoperto con carta stagnola per garantire un ambiente buio. Ad intervalli regolari si dovrà asportare la stagnola per un controllo della crescita, facendo poi attenzione a ricostituire l'ambiente iniziale. Dopo un periodo variabile da 2 mesi per un Ficus a 2 - 3 anni per una conifera, si saranno prodotte delle radici avventizie sufficienti per poter sostenere la nuova pianta. Si procederà allora alla divisione dei due esemplari e all'invasatura della nuova pianta.


Talea: scelto un ramo, va reciso in modo netto e collocato direttamente in vaso per radicare.
Non tutte le specie possono dare successo con questa pratica. Si possono distinguere talee legnose, ottenute da rami già lignificati, od erbacee, ottenute da parti ancora verdi, non lignificate.

Di solito queste ultime sono di più facile attecchimento mentre per le prime può essere utile far ricorso a sostanze ormonali stimolanti. Prima di essere piantata la talea dovrà essere ripulita e dovranno essere lasciate poche foglie.


Pollone: si tratta di un germoglio che si sviluppa dalla base del tronco. Normalmente queste parti vengono tolte perché rappresentano per la pianta un dispendio energetico.

Talvolta, però, possono essere utilizzate o per produrre una nuova radice introducendolo nel terreno, oppure per ottenere una nuova pianta a sé stante dopo esser stato asportato dalla pianta madre.


Innesto: tecnica che si applica normalmente ad alberi dotati di un buon tronco ma con vegetazione scarsa o non interessante. Viene allora asportata la chioma e sul tronco rimasto (portainnesto) vengono innestate una o più parti aeree di un altro individuo. L'innesto può essere effettuato in vari modi.

Nella pratica si mettono a contatto le parti in moltiplicazione di due diversi individui e si tengono unite mediante legature fino a che i due individui formeranno un'unica struttura.

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