Potatura dei Bonsai

POTATURA Si tratta della pratica che prevede l'asportazione di rami interi o loro parti ed è fondamentale sia nella fase di impostazione del bonsai sia in quella di mantenimento della forma.
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Potature di formazione:
vengono praticate nella primissima fase della lavorazione del bonsai e prevedono la rielaborazione della impalcatura esistente per impostare la forma e la proporzione desiderata.

Questa prima operazione va fatta in funzione sia dell'obiettivo stilistico, sia della capacità della pianta di produrre ramificazioni secondarie.


Nelle conifere, ad esempio, è necessario lasciare almeno una o due gemme sul tratto di ramo residuo in quanto queste specie non sono in grado di germogliare dopo una potatura.

In molte latifoglie (aceri, olmi, zelkove, olivi, querce e così via), al contrario, tale problema non sussiste, essendo queste specie in grado di emettere nuove gemme in ogni porzione del tronco e dei rami.
Questa capacità fa sì che, in esemplari di notevole altezza, sia possibile addirittura effettuare una capitozzatura, cioè l'eliminazione totale di tutta la porzione aerea.
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Potature di mantenimento: hanno lo scopo di mantenere la forma impostata e di promuovere l'infoltimento dei palchi. Vengono largamente utilizzate su latifoglie e consistono nell'asportazione di rametti cresciuti in zone indesiderate o nel taglio di estremità di rametti (spuntatura).

Quest'ultima pratica, stimola l'emissione di gemme secondarie, e quindi il germogliamento di nuovi rametti da quello iniziale. Con spuntature successive a partire da un unico rametto si potrà ottenere col tempo un intero palco. (fig. 11-13]


potaturaPizzicature: si effettuano con le dita, sulle parti verdi e tenere, in modo differente a seconda delle specie. [fig. 13]. Normalmente vengono asportati con questa tecnica gli apici vegetativi e l'operazione viene effettuata con continuità e frequenza molto alta.

Nel Pino silvestre, cembro, mugo, penthaphilla, rosso nonché nei tassi e negli abeti, in tarda primavera si elimina il 50% della nuova crescita
(la parte più chiara); nel Pino nero la totalità.


Tutti i pini richiedono prima dell'autunno l'eliminazione degli aghi dell'anno precedente lasciando solo quelli sviluppatisi in primavera. In questo modo si lascerà spazio alla luce per penetrare e attivare le gemme vegetative per l'anno successivo.


I ginepri ed i cipressi necessitano invece di una pizzicatura continua per tutta la durata della stagione vegetativa, continuando così nel mantenimento della forma Nelle latifoglie e nei larici si procede dalla primavera in poi alla cimatura del rametto non ancora lignificato al primo o al secondo internodo.

Vale la pena sottolineare che non si deve "aver paura" di potare le piante di bonsai. Spesso infatti questa pratica viene vista dai neofiti o dalle persone con scarsa esperienza come una "violenza". In realtà si potrebbe dire che è vero il contrario.

La spuntatura o la pizzicatura fatta nel modo e nei tempi corretti diventano un sistema, oltre che per mantenere la forma e l'eleganza del nostro bonsai, per stimolare la produzione di nuovi germogli e quindi rinvigorire la pianta. Un po' come succede per molte siepi e rosai dei nostri giardini.

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