Mantenimento del Bonsai

bonsai_mantenimentoIL MANTENIMENTO Il bonsai richiede notevoli attenzioni sia per mantenere ed accrescere la sua bellezza, sia per conservare integro il suo stato di salute.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario effettuare una serie di operazioni in modo continuo ed attento. Saranno quindi da evitare cure frettolose e incostanti, perché la pianta così trattata non riuscirà ad esprimere appieno la sua bellezza e vigoria, ma tenderà a "sopravvivere", dando risultati estetici poco piacevoli.

Tutte le piante, per svilupparsi in modo armonico, hanno la necessità di trovarsi in condizioni ottimali. Vengono dette fattori di crescita alcune caratteristiche che determinano queste condizioni quali Luce, Umidità, Calore, Composizione dell'aria (fattori climatici) e Acqua e Sostanze nutritive (fattori del terreno).

Solo in presenza di fattori consoni alla crescita, la nostra pianta riuscirà a innescare e svolgere correttamente tutti i meccanismi biochimici che le consentiranno di svilupparsi e crescere armoniosamente. Nutrimento Gli organismi viventi per svilupparsi, accrescersi e riprodursi, hanno bisogno di sostanze con le quali "costruire" i loro tessuti o produrre le reazioni che ne permetteranno la costruzione.

Queste sostanze sono rappresentate fondamentalmente da elementi chimici che le piante in natura traggono spontaneamente dal substrato in cui vivono mediante le radici e attraverso l'azione dell'acqua. Al contrario che in natura, dove tali elementi sono a disposizione in grande quantità, nei piccoli vasi nei quali teniamo le nostre piante non esiste una grande riserva di elementi nutritivi. Pertanto essi devono essere apportati artificialmente, attraverso la concimazione, modo adeguato alle esigenze ed al ciclo vitale della pianta.


Gli elementi nutritivi si possono distinguere in macroelementi e microelementi, in base alla quantità richiesta dal vegetale. Tra i primi troviamo azoto, fosforo, potassio, calcio e zolfo; tra i secondi magnesio, ferro, rame, manganese ed altri ancora.

Azoto (N) Fondamentale per la vita della pianta, è componente essenziale degli aminoacidi, delle proteine e degli acidi nucleici. Viene fondamentalmente ricavato dalla decomposizione della sostanza organica. La forma più facilmente assorbita dalle piante è quella nitrica (NO3 -), che però è anche quella più facilmente dilavabile. La sua carenza determina clorosi (ingiallimento) generale delle foglie ed un forte rallentamento della crescita.

Fosforo (P) Partecipa a molti processi tra i quali la fotosintesi, il trasporto di energia, il metabolismo dei carboidrati. È presente negli acidi nucleici e nelle pareti cellulari. È indispensabile per l'accrescimento della vegetazione e dell'apparato radicale ed per lo sviluppo di fiori e frutti.

Potassio (K) Elemento di fondamentale importanza nella regolazione del bilancio idrico della pianta, interviene anche nel metabolismo dei composti azotati.

Calcio (Ca) Spesso sottovalutato, tale elemento fa parte dei costituenti della parete cellulare e regola l'elasticità delle cellule; inoltre attiva un certo numero di enzimi ed agisce sull'equilibrio salino, neutralizzando acidi organici e minerali. In natura non è facile notare carenze di questo elemento, mentre le piante in contenitore, soprattutto quelle che utilizzano substrato organico acido e acqua non calcarea, possono mostrare, a lungo andare, ingiallimenti e deformazioni delle foglie giovani con comparsa di macchie nerastre sui bordi e sulle nervature (necrosi).

Magnesio (Mg) Svolge fondamentalmente un ruolo elettrochimico, formando sali ed entrando nella regolazione del pH. Costituente della clorofilla, entra in gioco nel meccanismo della fotosintesi. La carenza si manifesta a partire dalle foglie più basse, con schiarimento del colore delle foglie nella zona tra le nervature.

Zolfo (S) Entra nella costituzione degli aminoacidi e delle proteine e partecipa alla sintesi delle vitamine. La carenza è molto rara in quanto sono numerose le fonti di apporto, anche indiretto, di tale elemento

Ferro (Fe) Svolge un ruolo catalitico e metabolico, intervenendo nei processi di ossidoriduzione. La sua carenza si manifesta con la cosiddetta clorosi ferrica, ingiallimento generalizzato che interessa le foglie giovani, le cui nervature restano però verdi.

bonsaiL'apporto delle sostanze nutritive attraverso la concimazione prevede la somministrazione di fertilizzanti, sostanze di origine organica o minerale, che, "sciogliendosi", mettono a disposizione gli elementi o parte degli elementi di cui dispongono.

I fertilizzanti organici, quali il letame, la farina d'ossa, il sangue secco, la cornunghia e molti altri, agiscono in modo molto lento dovendo subire reazioni di mineralizzazione da parte di microrganismi, ma sono di solito preferiti dai bonsaisti.

L'azione fertilizzante di queste sostanze è abbastanza blanda, ma la loro presenza favorisce la formazione di una ottima struttura del terreno.

I fertilizzanti chimici minerali sono invece più veloci ed efficaci nella loro azione nutritiva e per certi versi di più semplice utilizzo; richiedono però buone conoscenze tecniche e consapevolezza del rischio di errori.

Le tipologie disponibili in commercio sono molte (polvere, granuli, liquidi) e possono contenere uno o più elementi nutritivi principali (binari = 2 elementi; ternari = 3 elementi).
Per il nostro utilizzo sarà importante servirsi di concimi equilibrati, dotati cioè di più elementi nutritivi formulati insieme (N, P, K + microelementi) in proporzioni adeguate alle necessità della pianta.

La somministrazione verrà fatta disponendo il fertilizzante nel terriccio o sulla sua superficie, oppure, nel caso di prodotti minerali solubili o liquidi, sciogliendolo in acqua.


bonsaiQuesta ultima tecnica, detta fertirrigazione, risulta particolarmente interessante per le piante in vaso, perché permette di scegliere tipo di fertilizzante e dose a seconda dello stadio di sviluppo della pianta, seguendone così le esigenze in modo preciso. Ecco che durante la fase vegetativa potremo quindi aumentare le percentuali di Azoto, mentre in vicinanza dell'inizio della fase generativa potremo privilegiare la somministrazione di Fosforo e Potassio.

Ma oltre al tipo di fertilizzante che useremo, dovremo anche valutarne sia la quantità che scioglieremo per unità di solvente (grammi di fertilizzante per litro di acqua), sia ancora la frequenza degli interventi. Vale la pena ricordare innanzitutto che i fertilizzanti minerali che si trovano in commercio altro non sono che sali.

Quindi quando vengono sciolti nell'acqua producono una certa "salinità" che, se eccessiva, può danneggiare le radichette più sottili e giovani (che sono anche le più attive). Poiché questa caratteristica dipende dalla concentrazione del sale disciolto, è meglio distribuire in due volte una stessa dose di fertilizzante, piuttosto che somministrarla in una volta sola.

La fertirrigazione ci aiuta in questo, dandoci la possibilità di aggiungere spesso all'acqua di irrigazione piccole quantità di fertilizzante in modo che esso possa essere sfruttato totalmente dalle radici senza pericolo di alterazioni.

E certamente questo il sistema da consigliare a chi si avvicina per la prima volta al mondo dei bonsai: semplice, di veloce e facile applicazione, permette di utilizzare fertilizzanti liquidi facilmente reperibili in commercio, con formulazioni già realizzate per piante con diverse esigenze.

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