Filosofia e Specie - le specie più conosciute

L'arte bonsai è stata fortemente influenzata dalla filosofia Zen. Questa scuola di pensiero nata e sviluppatasi in Cina fin dal 520 d.C., venne introdotta in Giappone dal monaco Eisai (1141-1215 d.C.), verso la fine del XII secolo.

Da questo momento tale filosofia si evolve in un vero e proprio sistema di vita, non solo per i monaci (che si occupano di vari tipi di arte tra cui poesia, pittura, calligrafia, architettura, paesaggistica, arti marziali), ma anche per i laici. Tutto ciò determina lo sviluppo di una cultura propria e specifica, che si esprime in varie forme, dal teatro alla musica, dalla poesia alla codificazione della Cerimonia del tè, dal tiro con l'arco all'arte Bonsai.

Secondo tale pensiero l'artista deve distaccarsi dal mondo materiale e guardare dentro di sé in modo da cogliere l'essenza della natura e trasferirla nella sua arte. Attraverso l'esercizio spirituale si impegna quindi a cogliere d'armonia uomo-natura, mirando alla pace. Così anche il bonsaista deve applicarsi allo studio attento dell'esemplare prescelto e venire in contatto con lui, ascoltandone i messaggi e cogliendone l'essenza; solo a questo punto, utilizzando le tecniche conosciute, potrà iniziare a modellarlo, puntando al raggiungimento della Forma.


ALCUNE TRA LE PIÙ DIFFUSE SPECIE DI BONSAI
Sono davvero moltissime le specie botaniche che possono essere educate a Bonsai. Naturalmente si tratta di specie che in natura si presentano come alberi od arbusti e possono provenire da ambienti climatici anche molto diversi fra loro.

Tra le specie più conosciute, quelle che si incontrano più frequentemente provengono dalla Cina o dal Giappone (dove quest'arte è nata), ma è anche abbastanza comune trovare oggi bonsai ottenuti con specie autoctone. È comunque ormai un'abitudine consolidata effettuare una prima suddivisione della tipologia delle piante sulla base della possibilità di posizionamento delle diverse specie nei nostri climi.

Questo sistema ha portato quindi a distinguere piante da esterno e piante da interno. Immediatamente si può capire che questa suddivisione non è precisa, perché specie che possono essere considerate da interno al Nord Italia, potrebbero essere considerate da esterno al Centro-Sud.

È pertanto utile conoscerne i limiti termici per poterle catalogare in un gruppo o nell'altro e agire di conseguenza per un corretto mantenimento. Vengono infatti considerate da esterno le specie che nelle nostre condizioni ambientali possono vivere all'esterno per tutto l'anno, o che vanno eventualmente poste, solo nei periodi più freddi, in un luogo riparato (una serra fredda - in vetro o in plastica - un angolo ben riparato dal vento...).

Si tratta di conifere o latifoglie, spesso di origine autoctona, che si comportano in tutto e per tutto come gli alberi in natura, per esempio modificando il colore del loro fogliame con il variare delle stagioni e perdendo le foglie durante l'inverno. Si parla invece di specie da interno in relazione a quelle piante, normalmente di origine subtropicale, per le quali sarebbe dannoso scendere sotto certe temperature (di solito il limite è intorno ai 10-15°C) e che quindi nei mesi più freddi dell'autunno ed in inverno vanno protetti all'interno delle nostre case.

Quando poi le temperature esterne diventano compatibili, anche queste specie devono essere trasferite all'esterno dove cresceranno vigorosamente e acquisiranno la forza necessaria per superare la stagione fredda in casa.

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