Vincent van Gogh

Vincent_van_GoghVincent van Gogh è certamente uno degli artisti più noti del mondo. La sua pittura, così unica ed emotiva, lo rende riconoscibile anche a chi non ha specifiche conoscenze in materia artistica.

La sua vita inquieta e il tragico suicidio lo hanno poi reso una vera e propria icona della modernità, simbolo del disagio esistenziale che affligge l'uomo a partire dal momento storico che segue la rivoluzione industriale, con una vita scandita da ritmi sempre più frenetici e da una crescente alienazione.

Il mito di Vari Gogh è stato alimentato anche dalla letteratura e dal cinema: già nel 1921 lo scrittore e critico d'arte tedesco Julius Meier-Graefe pubblicò Vincent: Der Roman eines Gottsuchers (Vincent: il romanzo di un uomo che cerca Dio), cui seguì ne] 1934 Lust for lite (Brama di vivere) di Irving Stone; quest'ultimo ispirò il celebre e omonimo film del 1956 di Vincent Minnelli, con un tormentato Kirk Douglas nella parte di Van Gogh e Anthony Quinn in quella di Gauguin.

Anche la psicanalisi, che negli artisti trovava da tempo una fertile materia di studio — Freud scrisse per esempio su Leonardo e Luca Signorelli — si dedicò al pittore olandese e nel 1922 Karl Jaspers "diagnosticò" la sua malattia come schizofrenia.

È in realtà più probabile che Vincent soffrisse di attacchi di epilessia, aggravati dall' instabilità di una vita raminga e da una sensibilità certamente fuori del comune.

Vincent Willem van Gogh nasce a Groot Zundert, nel nord Brabante olandese, il 30 marzo 1853, primogenito di Theodors, pastore protestante e, Anna Carbentus. Il 27 luglio 1890 si spara al petto in mezzo a un campo di grano.

(Dal saggio di Federica Armiraglio)

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